I datum catastali italiani

I lavori per l’istituzione di un unico sistema di riferimento per lo stato italiano presero l’avvio appena dopo l’unificazione del Regno d’Italia attraverso l’unificazione delle reti degli stati preunitari.

Per la rete fondamentale venne adottato l’ellissoide di Bessel con tre diversi orientamenti:

  1. Genova (osservatorio astronomico dell’Istituto Idrografico della Marina) per il nord
  2. Roma (osservatorio astronomico di Monte Mario) per il centro
  3. Castanea delle Furie (Messina) per il sud

Ai tre sistemi di riferimento elencati devono essere aggiunti:

  1. Guardia Vecchia per la Regione Sardegna che, per la difficoltà di congiungere l’isola con la terraferma, può essere considerato un sistema di riferimento a sé stante.
  2. Vienna (St. Stephen Turm) per le zone dell’Alto Adige, del Bellunese e dell’Istria in territorio austriaco, acquisite dopo la prima guerra mondiale, per il quale fu adottato l’ellissoide di Oriani

Bisogna infine ricordare le zone che non sono cartografate nella rappresentazione Cassini-Soldner:

  • La maggior parte della Lombardia, parte dell’Emilia e della Toscana sono coperte da mappe in coordinate Gauss-Boaga.
  • nella zona della Garfagnana ci sono mappe rappresentate in coordinate Samson-Flamsteed
  • in Provincia di Ancona ci sono ancora mappe provenienti dal catasto dello Stato Pontificio

Le definizioni dei datum utilizzati per il territorio italiano sono le seguenti:

Datum λ φ
Castanea delle Furie (*) 15°31'18,436" 38°15'53,380"
Genova IIM (*) 8°55'15,709" 44°25'08.235"
Guardia Vecchia (*) 9°23'59,210" 41°13'21,150"
Roma Monte Mario (*) 12°27'06,840" 41°55'24,399"
Vienna (*) 16°22'27,330" 48°12'31,530"

Timár et al. riportano un’ulteriore misura (eseguita nel 1910) per Castanea delle Furie: λ: 15°31'14,555" φ: 38°15'53,637"

I lavori catastali si sono svolti contemporaneamente ai lavori di triangolazione dell’IGM e hanno fatto spesso riferimento a definizioni provvisorie dei sistemi di riferimento. Sono stati frequentemente assunti, per i vertici catastali di 1°, 2° e 3° ordine, valori provvisori delle coordinate forniti volta per volta dallo stesso IGM, spesso diversi (in certi casi sensibilmente) dai definitivi (*).