Moduli unificati per l'edilizia: se la semplificazione è fumo negli occhi

Modulo cartaceoL'articolo 24 del Decreto Legge 24/06/2014, n. 90 ha introdotto il concetto di modulistica unificata per l'edilizia e le attività produttive. Lasciando da parte le perplessità dell'intervento per decreto legge su una materia regolata da un testo unico come l'edilizia, spiace osservare che il metodo adottato, invece di portare semplificazioni al mondo dei cittadini, delle professioni e delle imprese sortirà l'effetto contrario. 

La complessità della modulistica è un effetto, non è la causa

Intervenire sui moduli per semplificare la burocrazia italiana è altrettanto insensato che staccare multe per eccesso di velocità al gran premio di Formula1 di Monza. (Cap. Willard in Apocalypse now - lib. cit.)

In Italia, chi debba fare un intervento edilizio deve conoscere e rispettare una cinquantina tra leggi e regolamenti. Il numero è naturalmente incerto perché nessuno si fiderà mai a certificare che, nascosta in qualche codice dimenticato, non si annidi la norma che non conoscevamo e alla quale saremo crocefissi sul Calvario burocratico. Così come gli ateniesi avevano un altare dedicato al Dio Sconosciuto, i tecnici sono a volte costretti ad attestare la conoscenza di regolamenti il cui testo ufficiale è ormai introvabile negli archivi dell'Ente. Non sto scherzando! Conosco almeno due Comuni dove nessuno sa dirmi quale sia l'ultima versione del regolamento d'igiene né, tantomeno, dove trovarla.

Intervenire sugli effetti di una malattia senza curarne le cause può essere un modo semplice e rapido per rassicurare i parenti ma, alla lunga, porta alla morte del paziente.

Certo, è più semplice e rapido proclamare che i nuovi moduli renderanno più semplici gli adempimenti per milioni di cittadini e imprese che non intervenire su testi unici e coordinamento delle norme. L'intervento sui moduli, in assenza di un reale intervento di semplificazione normativa, sortirà effetti contrari a quelli auspicati dal Governo.

La responsabilità è scaricata sul progettista

La scelta fatta al tavolo di lavoro della Conferenza Unificata è quella di non assumersi la responsabilità di dichiarare nel modulo quali siano i riferimenti normativi per evitare di mantenerli aggiornati rispetto alle continue evoluzioni del panorama normativo. In particolare, nei moduli comunicazione di inizio lavori (CIL) e comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) si è scelto di scaricare queste responsabilità sui professionisti chiedendo loro di attestare, in modo generico, che il progetto rispetti la normativa vigente.

L'articolo 5 del Decreto del Presidente della Repubblica 06/06/2001, n. 380 chiede al SUE la

predisposizione di un archivio informatico contenente i necessari elementi normativi, che consenta a chi vi abbia interesse l'accesso gratuito, anche in via telematica, alle informazioni sugli adempimenti necessari.

L'articolo 35 del Decreto Legislativo 14/03/2013, n. 33 prevede che per ciascuna tipologia di procedimento siano pubblicati

gli atti e i documenti da allegare all'istanza e la modulistica necessaria, compresi i fac-simile per le autocertificazioni, anche se la produzione a corredo dell'istanza è prevista da norme di legge, regolamenti o atti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.

Ma i moduli predisposti in sede di conferenza lasciano al progettista il compito di individuare quali siano le norme di riferimento e i documenti da allegare.

Nella patria degli abusi edilizi, questa soluzione rischia di essere nefasta: non sarà facile accertare le responsabilità nel "gioco dello scaricabarile" che sicuramente deriverà da generiche dichiarazioni di conformità.

Moduli di carta per un mondo digitale

L'obiettivo, assegnato dal Decreto Legge alla Conferenza unificata nella redazione della modulistica, era abbastanza chiaro:

gli accordi sulla modulistica per l'edilizia e per l'avvio di attività produttive conclusi in sede di Conferenza unificata  […], assicurano  il  coordinamento  informativo statistico  e  informatico  dei  dati  dell'amministrazione  statale, regionale e locale.

Con un mandato di questo genere, i risultati del lavoro della Conferenza Unificata pubblicati sul sito del Ministero sono davvero sconsolanti: sono stati prodotti files in formato PDF e RTF, rappresentazione plastica della visione carta-centrica di chi li ha pensati.

I nuovi moduli dovranno essere trasmessi agli Sportelli Unici per le Attività Produttive per i quali il Decreto del Presidente della Repubblica 07/09/2010, n. 160 ha previsto l'obbligo di presentazione telematica delle istanze e agli Sportelli Unici per l'Edilizia per i quali il c. 4bis dell'articolo 5 del Decreto del Presidente della Repubblica 06/06/2001, n. 380 ha pure previsto la presentazione telematica delle istanze.

Eppure non c'è traccia di uno schema XML che definisca le specifiche e dal quale far discendere le rappresentazioni analogiche per un'eventuale presentazione in forma cartacea.

La gatta frettolosa fa i gattini ciechi

Il sacro fuoco semplificatore si accompagna all'urgenza, di conseguenza sono sfuggiti ai redattori anche alcuni errori significativi:

Comunicazione di inizio dei lavori

Il modulo non prevede alcuna dichiarazione rispetto all'articolo 6, comma 1, del Decreto del Presidente della Repubblica 06/06/2001, n. 380:

Fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienicosanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

In questo modo il cittadino non è reso nemmeno consapevole di quale responsabilità si assuma nel sottoscrivere.

Segnalazione certificata di inizio attività

Il modulo contiene diversi errori:

Quali saranno le conseguenze?

Allungamento dei tempi del procedimento

La riduzione del numero di pagine dei moduli renderà più rapida la presentazione dell’istanza e delle comunicazioni, soprattutto ai tecnici più superficiali, ma non contribuirà in alcun modo a snellire il procedimento amministrativo.

Chiedendo un minor numero di informazioni e riducendo il grado di dettaglio nella fase di presentazione, si aggrava il lavoro degli uffici con la conseguenza che saranno emesse molte più richieste di integrazione; inoltre i procedimenti saranno frequentemente sospesi.

Con l’obiettivo di semplificare, si produce paradossalmente l’effetto opposto, con aggravio di lavoro gli Enti e allungamento dei tempi per i cittadini e le imprese.

Non si deve dimenticare che i tempi di evasione delle pratiche non sono connessi alla durata della fase di presentazione, ma a quella della fase di istruttoria!

Intralcio al processo di digitalizzazione della PA

La possibilità di guidare la compilazione dei moduli e di eseguire controlli automatici sulla completezza della documentazione presentata è strettamente legata all’acquisizione delle informazioni necessarie a individuare l’elenco degli allegati previsti. Queste informazioni possono essere raccolte nella relazione tecnica d’asseverazione, ma è necessario che siano dettagliate.

La formula generalmente adottata nei moduli, che prevede una generica dichiarazione di conformità, rende impossibile eseguire qualsivoglia controllo di completezza e fornire supporto alla compilazione.

Conclusioni

Si raggiungerà una vera semplificazione solo mettendo mano a un riordino delle leggi che regolano gli interventi edilizi. Norme chiare, semplici e comprensibili, oltre a una semplificazione dei moduli, ridurrebbero i tempi del procedimento e dei contenziosi, sia in ambito civile, sia tra operatori e enti pubblici.

La presenza di controlli telematici e di omologhe dichiarazioni cartacee non ha mai suscitato alcuna recriminazione da parte di professionisti e imprese.

Gli imprenditori non richiedono di non fornire informazioni, richiedono certezze circa il rispetto dei tempi di istruttoria!

In un contesto di contrazione degli organici e di riduzione della capacità economica della PA locale, l’intervento legislativo dovrebbe essere volto a snellire e rendere più rapido il lavoro dei funzionari semplificando il corpo normativo ed eliminando i colli di bottiglia.

La risposta a queste esigenze può essere data avviando un serio processo di digitalizzazione, che non può prescindere dall'adozione di un approccio rigoroso nella raccolta delle informazioni guidato da una visione non più analogica, ma digitale.