Perché è così difficile fare un GIS catastale?

L’argomento è lungo e periglioso, lo affronteremo in più di una settimana…

Un'altra riforma del catasto

Abbiamo ormai perso il conto degli annunci di riforma del catasto italiano.

Quelli che ho visto io, e anche quello del 2015 non sembra fare eccezione, sono sempre stati guidati da aspetti impositivi, scordando che il catasto non dovrebbe essere solo fiscalità, ma anche un potente strumento di conoscenza del territorio e, conseguentemente, di supporto alla pianificazione.

Per conoscere il territorio, però, servono le mappe; e le mappe catastali sono a dir poco inadeguate a questo scopo.

Ma com'è potuto avvenire che in Italia, nel 2015, non abbiamo un Sistema Informativo Geografico (GIS) catastale? Eppure, a un primo sguardo, le particelle, con le loro rigorose relazioni topologiche e le loro intestazioni, troverebbero una naturale collocazione all'interno di un GIS!

Angelo Messedaglia

MessedagliaIl catasto italiano nasce il 1° marzo 1886, con la legge Messedaglia, dal nome del suo creatore.

Messedaglia fu un vero uomo del Risorgimento, deputato della destra dal 1866 al 1882, amico di Carducci e Fogazzaro, conosceva più lingue, autore di studi statistici ed economici, tradusse scritti omerici e poesie di Henry Wadsworth Longfellow e di Thomas Moore.

Apprezzato per le sue competenze giuridiche, tributarie e statistiche, quando gli offrirono la carica di ministro, incredibilmente, la rifiutò, preferendo dedicarsi completamente allo studio…

Il nostro amico Messedaglia volle un catasto geometrico particellare: geometrico, perché doveva derivare dal rilievo topografico; particellare, perché le singole particelle dovevano essere distinte in funzione del possesso, della coltura e della capacità di reddito.

Mi piace pensare che Messedaglia, mentre scriveva la sua legge, avesse in testa un GIS con tutte le sue capacità di analisi e controllo.

La realizzazione del catasto italiano

Anche due secoli fa, però, tra il dire e il fare correva il mare. Il mare dove naufragarono le grandi idee di Messedaglia fu l'unificazione dei catasti preunitari.

Si trattava di unificare mappe del Regno di Piemonte e Sardegna con le mappe del Lombardo-Veneto, dello Stato Pontificio e del Regno delle due Sicilie. I lavori per istituire un unico sistema di riferimento per il catasto italiano si svolsero contemporaneamente ai lavori di triangolazione dell’IGM, usando definizioni provvisorie dei sistemi di riferimento. Per i vertici catastali di 1°, 2° e 3° ordine, si usarono valori provvisori delle coordinate dei punti trigonometrici IGM, spesso sensibilmente diversi da quelli definitivi.

Poi, probabilmente, i lavori andarono come vanno ancora oggi: i rilievi delle mappe partirono, ma non su tutto il territorio, in vaste aree si ricalcarono le mappe esistenti, in altre si perse memoria dei calcoli di compensazione.

Le mappe dei giorni nostri

Nonostante il dogma di una mappa catastale corretta abbia resistito più a lungo delle ideologie del '900, la grande disponibilità di dati geografici precisi mette finalmente in dubbio anche le certezze più granitiche.

Proviamo a esaminare oggettivamente la situazione.

Un terzo delle mappe della Lombardia le ha fatte Napoleone!

Tutta la fascia pedemontana della Regione Lombardia è coperta da mappe "a perimetro aperto" rilevate per allineamenti con la tavoletta pretoriana. Il nome dello strumento ci fa capire che la tecnica di rilievo affonda le sue radici nella storia imperiale.

Gli errori geometrici presenti nelle mappe sono tali per cui un edificio può spostarsi anche cinquanta metri rispetto alla sua posizione reale. Sono queste le mappe su cui sono state definite le procedure di espropriazione di EXPO2015.

Un puzzle geografico

Anche quando si prendono in considerazione i sistemi di riferimento la situazione non è rosea: le mappe sono redatte in un’incredibile moltitudine di sistemi diversi. Per la precisione si contano:

  • 6 datum
  • 3 proiezioni:
    • Cassini-Soldner con
      • 31 grandi origini
      • 980 piccole origini
    • Samson-Flamsteed
    • Gauss-Boaga.

All'elenco delle proiezioni si devono aggiungere le vecchie mappe dello stato pontificio in Provincia di Ancona e il fatto che le mappe della Lombardia, pur fornite in coordinate Gauss Boaga, sono rilevate in un sistema di riferimento locale.

Delle mille origini Cassini Soldner, il catasto ha perso le monografie. Ne consegue che tutte le coordinate delle mappe sono riferite a una misteriosa origine di assi cartesiani, solitamente il campanile, che cambia da Comune a Comune, da frazione a frazione, ma a volte anche da foglio a foglio.

I punti "sfiduciati"

Per appoggiare i rilievi dei tecnici professionisti, il catasto ha istituito una rete di punti di coordinate note, denominati punti fiduciali.

Un bel giorno, qualcuno ha deciso di migliorarne la qualità con una sorta di compensazione continua delle triangolazioni, eseguita sulla base dei rilievi dei professionisti. Da quel momento i punti hanno iniziato a muoversi a ogni rilievo. Tanto per capirci, dal sito dell’Agenzia non si scarica la tabella dei punti fiduciali, ma la “Tabella Attuale dei punti Fiduciali”.

Nonostante i tentativi di compensazione degli errori, i punti fiduciali hanno precisioni variegate, mentre numerosi sono proprio sbagliati e navigano in mare, o lungo l'equatore.

La tabella, poi, non è pensata per il trattamento GIS:

  • le coordinate dei punti presentano, a volte, errori grossolani che le collocano ampiamente al di fuori del Comune d’appartenenza
  • non esiste una codifica che permetta di individuare in modo automatico i PF soppressi o che, in ogni caso, non devono essere utilizzati; questa informazione, quando c'è, è veicolata in modo sempre diverso nella descrizione monografica
  • non c’è alcun metadato che fornisca indicazioni circa il sistema di riferimento del punto e all’interno dello stesso Comune sono frequentemente presenti punti riferiti a origini diverse
  • le coordinate 0.0, 0.0 non corrispondono solo al PF dell’origine locale, ma sono utilizzate anche per indicare l’assenza d’informazioni (valore NULL)
  • nei Comuni suddivisi in sezioni censuarie le coordinate Cassini-Soldner dei PF possono essere riferite a centri d’emanazione diversi
  • spesso ai centri d’emanazione delle coordinate Cassini-Soldner sono state attribuite delle false origini per evitare di trattare coordinate negative
  • quando sono state introdotte delle false origini, non tutti i PF sono inseriti con coordinate ridotte (questo vale in modo particolare per i trigonometrici).

Arrivederci alla prossima settimana

La prossima settimana parleremo di aggiornamento delle mappe e proveremo a fare una stima dei danni…