Perché è così difficile fare un GIS catastale? (seconda puntata)

Continua il cammino, iniziato venerdì scorso, tra le difficoltà che incontra chi voglia realizzare un GIS catastale.

Le mappe dei giorni nostri

Continuum territoriale e topologia, questi sconosciuti

Mappa catastaleL’elemento fondamentale della mappa catastale è la particella, la stessa pensata dal nostro amico Messedaglia (scopri chi è leggendo l'articolo di venerdì scorso): porzione di  terreno, sito nello stesso comune e foglio  di mappa, caratterizzata da continuità fisica  ed isopotenzialità  produttiva, nonché  da omogeneità  dei diritti reali sullo stesso insistenti. Unite alle acque esenti da estimo e alle strade pubbliche, le particelle di un foglio lo devono coprire completamente, senza lasciare buchi o sovrapposizioni. Esistono relazioni topologiche anche tra altri elementi della mappa catastale, ma questa è la più importante di tutte.
Bene, all’interno di un foglio queste regole sono rispettate, ma chiunque provi a mosaicare i fogli di un Comune si troverà di fronte a errori grossolani, quando addirittura i fogli non navigano in mare o in aree equatoriali.
Come il tappeto viene a volte usato per nascondere la spazzatura, il bordo del foglio è usato per nascondere gli errori. Nascondi oggi, nascondi domani, anche il tappeto più soffice diventa una superficie gibbosa!

Per inciso, il motivo per il quale in Italia nessuno sa definire con certezza i limiti amministrativi ha radici in questo malcostume cartografico del catasto. Se il continuum territoriale e la topologia fossero rispettati, i limiti amministrativi sarebbero ricostruibili con una banale operazione GIS di fusione.

Una mappa non storicizzata

La banca dati censuaria è storicizzata: vale a dire che per ogni particella esiste un atto, chiamato "mutazione", che la costituisce e uno che la sopprime. Per esempio, un atto di frazionamento sopprime una particella e ne costituisce due o più.
Purtroppo l’Agenzia non ha adottato la stessa logica per le mappe. Eppure non sarebbe difficile: basterebbe attribuire a ogni elemento geometrico la relativa mutazione di inizio e di fine e si otterrebbe una mappa storicizzata. Chi voglia mantenere aggiornato il proprio GIS catastale tramite le estrazioni dei dati CXF, scoprirà che, se chiede gli aggiornamenti, gli saranno forniti i fogli in cui è cambiato qualcosa. Cosa sia cambiato non è dato di sapere!

La perdita dei dati storici ci priva di incredibili potenzialità di analisi riguardo all’evoluzione delle città e delle politiche agrarie.

Una mappa non aggiornata

Lo stato di aggiornamento delle mappe è assolutamente inadeguato. Il problema più significativo riguarda le strade: complici gli enti locali che volevano risparmiare le spese di accatastamento, nella mappa catastale, per anni, non sono state inserite le strade. Questo oggi causa contenziosi circa la loro patrimonialità. I Comuni e i cittadini sarebbero ben felici di sanare la situazione, prendendo atto che la particella originaria è seppellita sotto un metro d’asfalto, ma la mancanza di un atto formale che attesti il passaggio al demanio rende questa operazione estremamente complessa.

Al mancato aggiornamento delle strade si aggiungono l’assenza di edifici e i mancati frazionamenti.

La bonifica della toponomastica comunale, eseguita con l’ultimo censimento ISTAT, non ha portato alcun beneficio alla cartografia: infatti i testi che riportano i nomi delle vie sulle mappe non sono in alcun modo collegati alla banca dati alfanumerica. Ne consegue che sulle mappe troviamo toponomastica risalente agli anni dell’impianto.

Anche le variazioni amministrative sono recepite con una lentezza esasperante: solo per fare un esempio, i fogli della mappa catastale del Comune di Fiumicino, istituito nel 1992, non sono ancora stati separati da quelli del Comune di Roma.

Arrivederci alla prossima settimana

Ci sono troppe cose da raccontare: la storia continua venerdì prossimo...