CTManager™

Conoscere il territorio

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“I dati devono essere raccolti una sola volta
e gestiti laddove ciò può essere fatto nella maniera più efficiente”

È questa la visione che ispira la Direttiva INSPIRE, che istituisce un'Infrastruttura per l'Informazione Territoriale (IIT) nella Comunità europea.

L’importanza dell’informazione geografica è stata riconosciuta anche dal
Codice dell’Amministrazione Digitale, che ha previsto la realizzazione del Repertorio nazionale dei dati territoriali e la costituzione del Comitato per le regole tecniche sui dati territoriali delle pubbliche amministrazioni.
I Decreti Ministeriali del 10/11/2011 hanno poi definito le prime regole tecniche sui dati territoriali.

Rappresentare il territorio

Per gestire correttamente il territorio occorre conoscerlo, per questo è necessario disporre di dati territoriali precisi e aggiornati.

Un Database Topografico (DbT) è un modello accurato del territorio fondato su una banca dati geografica dove sono inseriti numerosi livelli informativi. È un potentissimo strumento di supporto alle decisioni, purché le informazioni che contiene siano corrette e aggiornate. In una parola: affidabili.

Il territorio è una realtà dinamica, in continuo mutamento, e i fattori del cambiamento sono molteplici: l’attività edilizia dei privati, gli interventi pubblici, gli eventi naturali, ma anche gli interventi abusivi.

Come è possibile fare in modo che gli investimenti fatti per costituire il DbT non siano vanificati dalla perdita di affidabilità dei dati causata dal loro invecchiamento?

Un modello statico per una realtà dinamica

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Un DbT è tratto da foto aeree, che rappresentano la realtà solo nel momento in cui sono scattate.

Tra il momento della ripresa aerea e quello in cui il DbT è consegnato passa il tempo necessario alle attività di restituzione cartografica, di integrazione a terra e di collaudo. In questo intervallo di tempo il territorio è cambiato e continuerà a cambiare anche dopo la consegna.

Se i dati non sono continuamente aggiornati, invecchiano fatalmente, a una velocità che dipende da quella della dinamica territoriale. Con il passare del tempo il modello si scosta sempre più dalla realtà che rappresenta, sino a diventare inutilizzabile. Sarà allora necessario eseguire un nuovo volo e una nuova restituzione del DbT.

È evidente che un simile approccio determina costi non più sostenibili e una grave perdita di informazioni.

Un modello dinamico per una realtà dinamica

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Per mantenere aggiornato il DbT è necessario adottare un approccio analogo a quello del Catasto, che aggiorna le proprie mappe attraverso i procedimenti.

Il DbT deve essere aggiornato nell’ambito della gestione ordinaria dei procedimenti dell’Ente (edilizia, lavori pubblici, urbanistica), sulla base delle informazioni geometriche fornite dai progettisti.

Il perfetto parallelismo con la pratica catastale permetterà anche di verificare la coerenza tra gli elaborati presentati al Comune e quelli usati per l’accatastamento.

Naturalmente, attraverso la gestione dei processi non sarà possibile intercettare tutti i cambiamenti che intervengono sul territorio, basti pensare ai cambiamenti dovuti ad abusi o a eventi naturali, che per loro natura non passano dalla richiesta di un’autorizzazione. Sarà però certamente possibile individuare con facilità le zone che sono state oggetto di modifiche più significative, decidendo di volta in volta quale metodologia di rilievo utilizzare per ottenere dati di maggiore dettaglio.

GLOBO CTManager™

Per permettere ai gestori di Database Topografici di mantenere aggiornate le proprie banche dati abbiamo sviluppato CTManager™, un’applicazione GIS che può essere attivata come estensione di ESRI ArcGIS desktop o di GLOBOEdit™.

L’integrazione con lo scarico cartografia di GFMaplet™ e con Sportello Telematico™ permette di inserire il mantenimento del DB topografico all’interno dei procedimenti amministrativi dell’Ente, coinvolgendo il professionista incaricato della progettazione dell’intervento. Quest’ultimo:

  • scarica le informazioni relative allo stato di fatto in formato ESRI Shapefile o CAD usando l’interfaccia cartografica del Geoportale™
  • predispone un elaborato di progetto sulla base delle specifiche definite dall’Ente
  • inserisce l’elaborato di progetto nella documentazione della pratica come allegato obbligatorio.

Nell’ambito della gestione ordinaria della pratica le informazioni fornite dal progettista saranno usate per aggiornare il DbT.

Un Database Topografico storicizzato

CTManager si appoggia a un modello dati storicizzato che associa una data di nascita e una data di morte e le transazioni che le hanno determinate a ogni oggetto del DbT. Le operazioni sui dati sono infatti raggruppate in transazioni logiche, che consentono di individuare tutte le modifiche intervenute a seguito di uno specifico intervento, come la gestione di una pratica edilizia o l’inserimento di un intervento di edilizia pubblica.

Per garantire il mantenimento dei vincoli logici presenti nel DbT, ogni transazione è eseguita in modalità disconnessa e riportata nel DbT solo al termine di un processo di validazione.

screenshoot prodotto

Le fasi in cui si articola una transazione sono:

1 - Definizione dell’area in trasformazione

L’utente definisce l’area che sarà oggetto di trasformazione e le associa il redlining del progetto, un insieme di livelli grafici che descrivono le trasformazioni previste sull’area.

Il sistema maschera la visualizzazione cartografica con il poligono dell’area in trasformazione e sovrappone i livelli di progetto. In questo modo è possibile comprendere preventivamente quali modifiche interverranno sul DbT.

2 - Apertura di una transazione

L’utente definisce un’area oggetto di trasformazione e seleziona i livelli che devono essere modificati.

Il sistema stabilisce un lock persistente sugli oggetti coinvolti dalla transazione e li esporta in un database temporaneo di lavoro, sul quale operare in editing disconnesso utilizzando gli strumenti preferiti.

3 - Chiusura di una transazione

L’utente richiede il consolidamento di una transazione e fornisce il relativo database temporaneo modificato.

Il sistema:

  • esegue un primo set di verifiche di consistenza logica e topologica sui dati forniti
  • individua nel DbT gli oggetti che sono stati modificati o eliminati e li storicizza
  • inserisce i nuovi oggetti e gli oggetti modificati
  • esegue un secondo set di verifiche di consistenza logica e topologica sull’intero DbT per verificare che le modifiche inserite non ne abbiano violato le regole.

Se tutti i controlli vanno a buon fine, la transazione si conclude con esito positivo; in caso contrario, è annullata.

4 - Consolidamento e annullamento di una transazione

La storicizzazione del modello dati permette anche di consolidare temporaneamente una transazione lasciandola attiva, in modo da verificarne gli effetti sul DbT. È anche possibile annullare in ogni momento una o più transazioni eseguite erroneamente, dal momento che la storicizzazione consente di ripristinare lo stato del DbT alla situazione precedente.

5 - La macchina del tempo geografica

Una delle potenzialità più appassionanti del modello dati storicizzato è quella di poter tornare indietro nel tempo visualizzando lo stato della cartografia a una determinata data, uno strumento efficacissimo per valutare i cambiamenti intervenuti sul territorio.

Un modello dati personalizzabile

La struttura del DbT è completamente personalizzabile, sia per quanto riguarda i layer presenti nel DbT, sia per quanto riguarda gli attributi associati agli oggetti.

La versione base di CTManager™ include gli schemi corrispondenti alle Specifiche di contenuto e schema fisico di consegna dei database topografici di Regione Lombardia.

Il modello dati di CTManager™ può essere ulteriormente personalizzato associando a ogni layer i cosiddetti dati estesi: una struttura dati in formato XML contenente informazioni di dettaglio che, per la loro struttura articolata, non possono trovare spazio come attributi atomici degli oggetti.

Un sistema interoperabile

CTManager™ è stato progettato per semplificare al massimo l’operatività di un ufficio SIT permettendo di importare ed esportare dati in formati eterogenei.

  • Importazione dati

Per semplificare l’interazione con il mondo professionale dei progettisti i dati relativi alle aree in trasformazione e ai livelli di progetto possono essere importati da numerosi formati diversi: DXF, DWG, ESRI Shapefile.

La lettura dei file in formato Pregeo consente di confrontare gli elaborati di accatastamento con quelli di progetto e di verificarne la coerenza.

  • Esportazione dati

Il trasferimento dei dati verso gli enti sovraordinati, secondo il modello organizzativo dell’Infrastruttura per l’Informazione Territoriale (IIT), è enormemente semplificato dall’adozione del modello storicizzato. È infatti possibile definire un modello organizzativo basato sull’esportazione iniziale di un DbT d’impianto e sull’esportazione periodica delle sole informazioni variate.
Un modello di questo genere riduce in modo significativo il traffico di dati tra gli Enti federati. I dati possono essere esportati in formato ESRI Shapefile, ESRI File Geodatabase, ESRI Personal Geodatabase.

Un’architettura scalabile

A seconda della mole delle informazioni da trattare e del modello organizzativo adottato dall’ufficio, la banca dati che ospita il DbT può essere organizzata in diversi formati: ESRI File Geodatabase, ESRI Personal Geodatabase, ESRI Enterprise Geodatabase.

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